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Transparency International Italia pubblica il “Rapporto annuale 2021” sul Whistleblowing

By 22 Giugno 2022 No Comments

Transparency International Italia, l’Associazione contro la corruzione, ha pubblicato sul proprio sito istituzionale, in data 22 giugno 2022, un documento dal titolo “Rapporto annuale 2021”, accompagnato da altri due documenti, rispettivamente “Analisi e raccomandazioni sulla Direttiva Whistleblowing 2022” e “L’attività di A.n.ac. in materia di whistleblowing”.

Il Report annuale 2021 è così strutturato:

  1. ALAC Allerta Anticorruzione – Capitolo nel quale sono riportati i dati statistici relativi alle segnalazioni pervenute all’Associazione nel corso del 2021 attraverso questo canale di assistenza ideato nel 2014, nonché l’analisi delle incidenze.
  2. WhistleblowingPA – Il focus è sulla piattaforma WhisleblowingPA, sviluppata da Transparency International Italia, con cui è possibile denunciare gli illeciti commessi sul lavoro in modo anonimo e sicuro ed in particolare il report prova a fare una fotografia del livello di adesione al progetto da parte della PA (ad oggi, sono 1.547 gli enti pubblici che la usano).
  3. Direttiva europea
  4. Whistleblowing e organizzazioni internazionali – Nel Capitolo sono analizzati gli strumenti e lo stato di avanzamento dei progetti avviati su scala internazionale per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, le relazioni tra gli stati, lo sviluppo sostenibile e la tutela dei diritti umani. In un simile contesto, è vitale per i cittadini del mondo che le organizzazioni internazionali dispongano di meccanismi di governance interni robusti e di un sistema di check and balance che prevenga la corruzione e altre forme di cattiva condotta.

Merita un approfondimento a parte il Capitolo III.

Infatti, al fine di uniformare le normative nazionali in materia di Whistleblowing, l’Unione Europea ha adottato la Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2019 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione. Sennonché il 17 dicembre 2021 è spirato il termine entro il quale la direttiva doveva essere recepita. L’Italia risulta pertanto ad oggi inadempiente e a rischio di procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Per evitare quest’ultima, già avviata dalla Commissione europea il 27 gennaio nei confronti di 24 Paesi membri tra cui l’Italia appunto, il Ministero della giustizia (titolare della delega parlamentare con la quale ogni anno si disciplina il processo di partecipazione dell’Italia alla formazione delle decisioni e alla predisposizone degli atti dell’Unione europea) ha già predisposto una bozza di decreto legislativo, in modo tale da rendere il più rapido possibile il già tardivo adempimento italiano.

Perché è importante questa direttiva? Nonostante profili di indubbia apertura e potenziamento del sistema di tutela del segnalante, la direttiva in questione contribuisce a far emergere gravi condotte improprie (o rischi che esse si riproducano: il whistleblowing da questa prospettiva si connota come uno strumento “government oriented”) e a valorizzare la libertà di espressione e il diritto di informazione (ovvero come strumento “human right oriented”).

Il recepimento riconosce, inoltre, a ciascuno Stato membro di tener conto di due fattori: da una parte, l’attuale disciplina in materia, caratterizzata da frammentarietà e diversificazione (ad esempio non vi è equiparazione, allo stato, tra il whistleblower pubblico e privato); dall’altra, le tutele in essere per il segnalante sono talvolta più marcate di quelle indicate dal legislatore comunitario, il che implicherà un approccio “conservatore” al fine di evitare l’imbarazzo di aver diminuito (anziché innalzato o, comunque, mantenuto) la tutela da apprestare.

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