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ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione): presentato il secondo monitoraggio nazionale sul Whistleblowing

Il 22 giugno 2017 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha pubblicato nel proprio sito ufficiale il secondo rapporto nazionale sull’applicazione del whistleblowing in Italia, al fine di monitorare le criticità e valutare l’efficacia di tale strumento, nell’ottica di prevenire reati di corruzione e incentivare la segnalazione di illeciti.

Si ricorda che la disciplina sul whistleblowing è stata introdotta, nell’ambito della pubblica amministrazione, con l’art. 54bis del D.lgs. 165/2001 dalla Legge 190/2012 (cd. “Legge Severino”). La Legge 114/2014 ha indicato inoltre l’ANAC tra le Autorità preposte alla ricezione delle segnalazioni da parte dei dipendenti pubblici.

Il predetto monitoraggio si è svolto in due direzioni:

  • da una parte, sono state considerate le segnalazioni pervenute all’ANAC dal 1° gennaio 2016 al 31 maggio 2017, estrapolandone i dati più significativi al fine di delineare le caratteristiche del segnalante italiano e la tipologia delle condotte segnalate;
  • dall’altra, è stato realizzato un monitoraggio su un campione costituito da 36 soggetti, tra amministrazioni e società pubbliche (in controllo o in partecipazione), nel corso del quale sono stati posti in evidenza il numero e la tipologia di segnalazioni ricevute nel 2016.

Il periodo considerato è, quindi, quello che va dal 1° gennaio 2016 al 31 maggio 2017 per le segnalazioni fatte all’ANAC, mentre per le amministrazioni sono state considerate solo le segnalazioni riferite all’anno 2016.

L’attività di monitoraggio del whistleblowing

Sotto un secondo profilo, ANAC, in virtù del fondamentale apporto che il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) può dare alla corretta applicazione dell’istituto, ha esteso l’attività di monitoraggio:

  • al ruolo,
  • alle competenze,
  • alle modalità di gestione

del processo di whistleblowing da parte del RPCT.

La finalità è stata quella di comprendere, da un lato, le criticità normative, organizzative, operative e nel rapporto con il vertice politico/amministrativo, dall’altro, la sua propensione a un atteggiamento proattivo nel modificare man mano la misura, individuando soluzioni e creando interrelazioni collaborative tra il whistleblower e il vertice dell’ente.

L’Autorità ha chiesto ai RPCT di indicare, sulla base delle segnalazioni trattate, le motivazioni che hanno indotto il whistleblower a fare la segnalazione, le più ricorrenti preoccupazioni del segnalante e la fiducia nell’istituto dopo la conoscenza degli esiti della segnalazione.

Le informazioni emerse dal monitoraggio, riferito al triennio 2014-2016, si basano su un insieme di due set di dati:

  • il campione di 36 RPCT appartenenti alle stesse amministrazioni su cui si è svolta l’indagine esposta nei precedenti paragrafi,
  • il complesso di 145 questionari somministrati ai 306 RPCT presenti alla “Terza giornata nazionale di incontro con i Responsabili per la prevenzione della corruzione e della trasparenza in servizio presso le pubbliche amministrazioni e le 12 società in controllo pubblico”, organizzata dall’Autorità il 24 maggio 2017, a Roma, presso il Centro congressi della Banca d’Italia.

Per maggiori approfondimenti si rimanda ai seguenti documenti ufficiali:

ANAC_WB_Rapporto_2017

RPCT e WB

WB_Italia

Dall'esperienza di Unione Fiduciaria,
un'analisi multidisciplinare
degli aspetti civili e penali
del Whistleblowing

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