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Posta elettronica e whistleblowing: garanzie di riservatezza insufficienti

By 24 gennaio 2019 No Comments

La posta elettronica è uno dei canali di whistleblowing, ma non basta. Le aziende devono provvedere all’adeguamento di un sistema informatico conforme alle disposizioni legislative.

 

Dal 29 dicembre 2017, aziende pubbliche e private hanno l’obbligo di adeguarsi a quanto previsto dalla Legge non solo per le segnalazioni di whistleblowing, ma anche per la tutela dei whistleblowers stessi. In tema di sistemi informatici per le segnalazioni, la posta elettronica diventa pertanto un elemento fondamentale.

A questo tema, l’Avv. Fabrizio Vedana dedica un approfondimento su Italia Oggi. Come si legge nell’articolo:

La semplice casella di posta elettronica, anche se dedicata all’Organismo di Vigilanza 231, non offre
sufficienti garanzie di riservatezza sull’identità del segnalante come invece richiesto dal decreto
legislativo 179/2017.

Alle aziende pubbliche e private è infatti richiesto un adeguamento del sistema informatico. Questo al fine di assicurare la corretta gestione delle segnalazioni di whistleblowing, in linea con i principi di indipendenza e riservatezza previsti per legge.
Questo comporta innanzitutto il coinvolgimento di figure e competenze diverse tra loro, tra le quali: l’organismo di vigilanza, commercialisti, ragionieri e avvocati.

Il D.lgs. 179/2017 ha infatti dettato delle precise disposizioni in merito alla tutela dei whistleblowers, modificando la gestione dei rapporti di lavoro, nei settori pubblico e privato, e per conseguenza l’intera gestione aziendale. Nello specifico:

  • il dipendente pubblico può inviare le segnalazioni al responsabile della prevenzione di corruzione e trasparenza, direttamente all’ANAC o all’Autorità Giudiziaria (ordinaria o contabile);
  • il dipendente privato ha invece a disposizione uno o più canali dedicati, tra i quali uno informatico, che ne tuteli la riservatezza.

In modo particolare, per quanto riguarda quest’ultimo punto, le misure a tutela della sua identità devono essere idonee e assicurare la riservatezza anche in ogni contesto successivo e la segnalazione (ovviamente nei limiti di quanto predisposto dalla legge).

Viene da sé che una semplice casella di posta elettronica non sia sufficiente ad assicurare il rispetto della legge in ogni suo ambito e, soprattutto, a garantire la massima tutela del segnalante.

 

L’articolo completo La posta elettronica non basta dell’Avv. Fabrizio Vedana per Italia Oggi è disponibile sul nostro sito.

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